Vendita miele

Mi dispiace, questo anno (2021) non ho miele da vendere

È stato un anno disastroso per le api e per tanti apicoltori italiani. Sembra che ogni anno non può andare peggio del anno precedente, invece è possibile. In 2021 ho raccolto solo 14 chili di miele che tengo per la nostra famiglia. Per dare un’indicazione: in 2020 ho raccolto 200 chili e in 2021 ho raccolto 500 chili con 20 famiglie d’api.

Perché è andato male?

In breve: cambiamenti climatici.

Fine inverno/inizio primavera faceva già caldo, le piante cominciavano a fiorire e le api erano in piena attività di rinnovamento delle operaie. Ogni anno le api devono ‘programmare’ bene le loro nuove nascite di operaie per essere pronte quando ci saranno tante fioriture, non prima e non dopo perché le operaie d’estate hanno una vita breve. Ogni anno il periodo di raccolta sembra di restringersi per il clima instabile.

Anche questo anno dopo un fine inverno/inizio primavera caldo è tornato il freddo seguito da settimane di piogge e quando c’era il sole c’era tanto vento. Sono tutti condizioni sfavorevoli per le api, perché devono stare dentro l’arnia e consumano scorte di miele e polline mentre devono dare tanto cibo alla covata e tenerla calda.

Il risultato era che ad aprile/maggio le api avevano finito tutte le scorte. C’erano tanti fiori, ma erano senza nettare. Probabilmente le piante hanno anche sentito questi strani sbalzi di temperatura e non avevano un esubero di zuccheri da dare nei fiori per attirare le api per l’impollinazione.

Nutrire le api

L’unica cosa che un apicoltore può fare in una situazioni cosi è nutrire. Vuole dire dare una grande quantità di sciroppo di zucchero. Non mi piace nutrire le api. Non devono mangiare zucchero, non è i loro cibo. Devono mangiare nettare e polline trovato in natura e non zuccheri da un’industria legata sul consumismo. Per salvare le famiglie ho dovuto dare 250 chili di zucchero durante un periodo in quale normalmente non serve nutrire. Dopo è diventato caldo per 3 mesi e durante l’estate ha piovuto bene solo un giorno a metà agosto. Questo anno ho dovuto salvare le api e non ho fatto miele.

Non ho neanche avuto una sciamatura questo anno. Ho visto solo due celle reali da due buone regine che avevano già 3 anni. Non ho potuto fare arniette di fecondazione e per quello adesso ho tutte vecchie regine del 2020. Pensa che a maggio le famiglie buttavano già fuori i fuchi, non potevano più entrare. Normalmente questo succede quando le famiglie si stanno preparando per l’inverno.

Resilienza per il futuro

La situazione di questo anno mi ha fatto riflettere su come la mia apicoltura deve adattarsi a questi eventi climatici sempre più estremi per essere più resiliente.

  • Non voglio comprare zucchero e candito ogni anno (mega industria). Devo programmare di raccogliere meno miele e scegliere le famiglie che fanno più scorte nel nido.
  • Non voglio più comprare fogli cerei. (Costosi e non è pura cera d’api). Da 2 anni non compro cera.
  • Non voglio comprare baratoli di vetro nuovi ogni anno (industria sporca …carbone per i forni, CO2, cambiamenti climatici). Voglio gentilmente chiedere di tenere e riportare i baratoli di miele.