L’uso del materiale apistico di base spiegato per l’apicoltore principiante.

Marc

Per l’apicoltore esperto l’uso dell’attrezzatura apistica è noto, ma gli apicoltori principianti spesso non usano l’attrezzatura apistica nel modo corretto.


1. L’uso del disco a 4 posizioni

Il coprifavo che copre il nido (o i melari se sono posizionati sopra il nido) ha di solito un buco che serve per far passare l’aria e per far uscire l’umidità e il calore che si crea all’interno dell’alveare. Il disco a 4 posizioni sta sopra questo buco e viene girato nel modo giusto nel momento adatto per aiutare i bisogni dell’alveare.

Disco quattro posizioni Aperto
Disco quattro posizioni Aperto

Apertura buco rotondo. Quando in primavera comincia a diventare caldo (non deve essere più freddo durante la notte, 10-12 °C) o quando la famiglia è molto popolosa si può aprire completamente il buco rotondo del disco 4 posizioni. Si toglie anche la porticina in lamiera davanti all’ingresso e si toglie il vassoio del fondo.

Un altro uso del buco rotondo è per mettere un nutritore per sciroppi nel coprifavo. Si nutre per le emergenze, per aiutare la famiglia a sopravvivere e si fa sempre in assenza del melario per non contaminare il miele con zuccheri non provenienti da fiori (o melata).

Disco quattro posizioni escludiregina
Disco quattro posizioni Strisce

Apertura strisce. Fra le piccole strisce di dimensione ‘escludi regina’ può appena passare un’ape operaia. Questo è una via di mezzo fra completamente aperto e chiuso, ma le api possono andare sotto il coprifavo e tetto per difendersi da un insetto intruso, formiche o una lucertola. Spesso chiudono le aperture ‘escludi regina’ con propoli. Una ragione per ridurre l’apertura potrebbe essere perché hai un (nuovo) nucleo su pochi telaini o perché hai una famiglia debole o in assenza di bottinatrici, ma con scorte. In quel caso è consigliabile di mettere anche la porticina in lamiera girata con poche aperture per l’ingresso cosi la piccola famiglia si difende meglio dai saccheggi da parte di altri alveari più forti.

Disco quattro posizioni trasporto
Disco quattro posizioni trasporto

Apertura con tanti piccoli buchi. Serve per il trasporto dell’alveare per non far uscire le api dal buco del coprifavo, ma per ventilare un po’. Si può anche girare il coprifavo per dare più spazio durante il trasporto, visto che durante queste situazioni stressanti per le api si possono riscaldare tantissimo. Viene anche messa la rete davanti all’ingresso alle arnie DB da nomadismo. Nella foto si vede il buco aperto poco per uno sciame piccolo.

Disco quattro posizioni Chiuso
Disco quattro posizioni Chiuso

Apertura chiusa. Si chiude il buco durante la fine dell’autunno quando sta diventando freddo durante la notte e quando l’inverno sta arrivando. Si tolgono i telaini che non contengono abbastanza scorte (e ovviamente che non contengono l’ultima covata) e si restringe la famiglia.

Io personalmente metto vecchie maglie e vecchie coperte di lana tagliate a misura di coprifavo sotto il tetto per isolare meglio il legno sottile del coprifavo. Cosi non si formano gocce di condensazione sotto il coprifavo che possono cadere sul glomere durante l’inverno. Per eventualmente nutrire con candito durante l’inverno o primavera si apre il buco. Visto che le api riscaldano il candito prima di mangiarlo, metto materiale isolante sopra il candito per non farle perdere quel calore.


2. L’uso della porticina d’ingresso dell’alveare

Ho visto sui social che ci sono tantissimi apicoltori principianti che non conoscono ancora bene l’uso della porticina d’ingresso dell’alveare. Nelle foto sottostanti si vede che le api si raggruppano fuori dall’alveare e gli apicoltori neofiti spesso si chiedono: perché succede questo?

Nelle foto le api hanno veramente caldo per la stessa ragione per la quale non si può lasciare un animale domestico nella macchina sotto il sole. Quando fa caldo e/o umido e/o stanno sotto il sole le api devono raffreddarsi, l’aria all’interno dell’alveare deve girare e le api devono ventilare per tenere la covata su una temperatura e umidità corretta, per uno sviluppo ottimale. Raccolgono acqua e la mettono in piccole gocce sui favi e tolgono il calore, ventilando sopra con le ali, stimolando l’evaporazione . L’aria calda e umida deve uscire!

Come evitare che le api si comportino come nelle foto. Quando la famiglie sono forti e popolose e fa caldo:

  • La porticina doveva già essere tolta.
  • Il disco 4 posizioni doveva già essere aperto.
  • Il vassoio in lamiera doveva già essere tolto (c’è una rete fissa che rimane).
  • Ci doveva già essere un melario posizionato sopra il nido. Quando non ci sono più celle vuote nel primo melario ci doveva già essere un secondo melario. Non aspettare finché sono opercolate, ma si deve anticipare.

Facendo queste cose, non vuole dire che il problema si risolve subito, ma almeno possono ventilare. Se non intervieni e lasci tutto chiuso la cera dei favi si può sciogliere o la famiglia può iniziare a prepararsi per la sciamatura se non è già pronta per sciamare.

Durante l’autunno, ma anche quando ci sono attacchi di calabroni o ‘la sfinge testa di morto’ (una farfalla grande che mangia miele) si riduce l’ingresso con la porticina. Anche il disco 4 posizioni si può ridurre durante l’autunno.

Durante l’inverno si chiude ancora di più. La porticina va girata con pochi buchi per l’ingresso. Si mette il vassoio sul fondo per l’umidità che viene dalla terra e l’aria e per proteggere dal vento e il freddo. Si chiude il disco a 4 posizioni.

Durante la primavera si inizia ad aprire la porticina quando si vede che a mezzogiorno c’è un po’ di confusione d’avanti all’arnia per la quantità di api. Le temperature durante la notte non devono più essere sotto 10-12 °C. Dipende dalla zona e l’annata: fine marzo, inizio aprile.

Durante l’estate: Tutto aperto e i melari sopra!


3. L’uso dell’apiscampo

L’apiscampo si usa per togliere le api dal melario prima di raccoglierlo. Le api nel melario sentono l’odore del nido sottostante fra i piccoli fori, entrano ma non passano fra i piccoli fori, cosi seguono la galleria e escono nel nido. Le api non vanno nella direzione opposta, perché sentono l’odore del miele fra i piccoli fori, ma l’entrata della galleria è lontana. Non fanno il giro largo, finché non hanno tappato i piccoli fori con la propoli. Questo tappare dei piccoli buchi avviene quando si lascia l’apiscampo per più di 24 ore. In quel momento le api riescono a tornare nel melario. Si lascia l’apiscampo al massimo per un giorno.

apiscampo come funziona
apiscampo come funziona

L’apiscampo è anche utile per lo stoccaggio dei melari nel laboratorio della smielatura e per conservare i melari durante l’inverno. Si può mettere un apiscampo sotto e un apiscampo sopra la torre dei melari per chiuderli da insetti, farfalle e polveri.

L’apiscampo si può anche mettere sotto il tetto contro il caldo d’estate, come uno secondo strato.

C’è una posizione giusta e una posizione sbagliata, perché l’apiscampo è come una via unica a una sola direzione. Le api possono solo uscire. Se metti l’apiscampo alla rovescia, possono solo entrare nel melario e saranno intrappolate dentro.

L’apiscampo ha un’altra apertura che viene utilizzato quando non è possibile raccogliere i melari entro un giorno. Il motivo può essere la pioggia imprevista. Quando si apre il buco, le api entarno e il melario viene di nuovo protetto da loro.

Questa apertura grande può anche essere usata per far pulire i melari appena smielati. Le api tolgono tutti i residui di miele e i favi vengono riparati. Se metti già l’apiscampo con il buco aperto e sopra alcuni melari da pulire, dopo un giorno chiudi il buco e dopo un altro giorno togli i melari puliti da mettere nel magazzino e eventualmente da trattare contro la tarma della cera.

Mai lasciare aperto il disco a 4 posizioni del coprifavo quando metti l’apiscampo. Se c’è una fessura sotto il tetto e le api possono entrare, faranno un grande saccheggio e il giorno dopo trovi il melario vuoto di miele e pieno di api morte per i combattimenti.


4. L’uso del nutritore

Per l’apicoltore principiante sconsiglio l’uso di sciroppi per stimolare la covata in primavera. Gli sciroppi vengono usati durante l’estate o fine stagione per aiutare le famiglie che hanno davvero bisogno. Si devono aiutare le famiglie che non sopravvivono senza, ma lo zucchero da barbabietola non può diventare il cibo principale delle api. Non dobbiamo raccogliere troppo miele e non dobbiamo spingere troppo le api. Il miele è la fonte di energia principale per le api, non lo zucchero (legato all’industria, all’agricoltura intensiva, ai carburanti fossili e al mercato globale). La stessa cosa vale per il candito: solo quando hanno bisogno, non per sicurezza, perché devi imparare a capire quando hanno bisogno e non mettere il candito preventivamente. Alle api servono abbastanza scorte di miele e polline prima dell’inverno. Queste devono essere lasciate a loro. In primavera è meglio dare candito (se non hai a disposizione telaini con scorte di miele) e non sciroppi liquidi.

Comunque per nutrire ci sono vari tipi di nutritori. Sconsiglio nutritori esterni (dall’ingresso) per evitare saccheggi. Ci sono nutritori a tasca che si mettono nel nido al posto di un telaino e ci sono nutritori che si mettono nel coprifavo senza aprire l’arnia.


5. L’uso dell’escludiregina

L’escludiregina è una griglia di metallo o plastica che non fa passare la regina e i fuchi.

escludiregina
escludiregina

Quando si mette il melario, la regina non riesce a salire per deporre uova nella celle del melario, che deve rimanere in assenza di resti dei bozzoli che vengono lasciati nelle celle dalla covata. Il miele può prendere un gusto sgradevole quando c’è stato covata nelle cellette.

Quando metti l’escludiregina, possono solo passare le operaie, i fuchi e la regina vengono costrette a rimanere nel nido. Alcune famiglie fanno fatica a salire nel melario o fanno fatica a costruire la cera dei fogli cerei. Ci sono vari modi per stimolare le api di salire nel melario, ma anche con questi metodi non si devono esagerare.


6. L’uso del diaframma

Il diaframma serve per limitare lo spazio della famiglia all’interno dell’arnia, quando la famiglia non occupa tutti i telaini disponibile nel nido. Succede che l’apicoltore si scordi di mettere un diaframma. In quel caso le api costruiscono favi contro il coprifavo che si rompe facilmente quando si apre l’arnia, non sapendo che c’è un favo attaccato al coprifavo.

Nelle foto ci sono 3 diaframmi validi di cui il primo diaframma è il migliore ed è leggero e fatto in multistrato con isolante naturale (segatura) in mezzo. L’ultimo diaframma in masonite non è isolante per l’inverno e sconsiglio l’uso. I diaframmi sono facili da costruire partendo da un telaino da nido. Personalmente non mi piace usare i diaframmi in polistirolo, è un ottimo isolante, è economico, ma rosicchiano questo materiale chimico e creano microplastiche.

Se non si mette un diaframma e si inseriscono subito tutti i telaini con i fogli cerei in una volta e si lascia alle api decidere come crescere, in quel caso la famiglia deve riscaldare troppo spazio, non finisce bene la costruzione della cera e si sviluppa più in larghezza. In questo modo hai il rischio di intasare il nido con scorte e che le api non vogliano salire nel melario.

Dall’altro lato del diaframma (dove non c’è la famiglia) si possono mettere dei telaini costruiti eventualmente con scorte da usare durante l’inizio della primavera.

Il diaframma non deve essere costruito in lamiera, perché deve essere il più isolante possibile. Il metallo è un conduttore di calore. Personalmente non capisco perché vendono ancora diaframmi sottili in masonite come nella foto. Non sono isolanti. Io uso diaframmi in legno massiccio o con due strati di multistrato con segatura in mezzo. Usare un nutritore a tasca come diaframma durante l’inverno non è isolante. L’aria è un buon isolante, ma solo quando sta ferma in piccoli spazi come il polistirolo. Quando l’aria può circolare liberamente non è più isolante, ma trasporta l’energia calorica velocemente. Questo è anche il motivo per il quale ho messo segatura fra i due strati di multistrato del telaino leggero.

Personalmente non uso il polistirene a contatto diretto con le api, perché lo rosicchiano e lo possono rosicchiare anche le tarme della cera. In questo modo si creano microplastiche nell’alveare e nell’ambiente.